Sintesi

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Gli infortuni muscolari indiretti (senza nessun trauma) insorgono anche in atleti al top della forma fisica, anche se monitorati da Staff di chiara fama.

Possono essere strutturali, ovvero con lesioni muscolari documentabili dagli esami diagnostici, o non strutturali. In quest’ultimo caso la sofferenza (affaticamento, dolore, ecc…) non è supportato dagli esami svolti.

Prima di addebitare la responsabilità alla sfortuna, ai muscoli fragili o alle incompetenze dello Staff che cura lo sfortunato atleta, è doveroso considerare alcune cause trascurate.

Si tratta di problematiche intrinseche al sistema muscolo-scheletrico del singolo atleta, che possono essere regolate. Non sono normalmente considerate per una dissociazione culturale, nell’ambito di una zona d’ombra della medicina.

Il sistema muscolo-scheletrico risponde alle leggi della meccanica: là dove un muscolo cede improvvisamente “come un fusibile”, è fondamentale conoscere ed individuare perché le sollecitazioni apparentemente non problematiche, hanno creato una sofferenza o una lesione per il muscolo.

Per fare questo occorre ampliare il modello di analisi, osservando tutte le funzioni ammortizzanti presenti nel corpo. Non solo la forza ed il relativo controllo neuromotorio.

Un atleta che subisce un infortunio muscolare indiretto dovrà continuare a curarsi secondo le direttive dello Staff Medico per quello che riguarda il recupero della lesione/sofferenza muscolare. Ma la cura del muscolo non interviene sulle cause.

Il programma di valutazione che proponiamo è logico, non invasivo e soprattutto pertinente nell’analizzare e comprendere perché alcuni atleti subiscano infortuni e recidive, anche se per distretti muscolari vicini alla lesione precedente.

Può essere attuato in qualsiasi momento della stagione, senza nessuna interferenza sulla preparazione atletica o sulle cure per il recupero di una lesione subita.

Prevede la valutazione, il trattamento manuale mirato (1 volta alla settimana per qualche seduta: osteopatia, terapia manuale, tecniche miofasciali) e la definizione di alcuni esercizi specifici di semplice esecuzione al termine dell’attività, allineati ai criteri della terapia. Totalmente integrabili a quanto svolto da ogni atleta nella propria squadra.

Differenze? Il programma terapeutico..

Sapere come e dove agire, anche a distanza dai distretti muscolari coinvolti, per disfunzionamenti non dolorosi ma intimamente legati fra loro nella fisiologica gestione delle sollecitazioni che il sistema muscolo-scheletrico del singolo atleta imprime e subisce.

Se in un’atleta d’élite il trattamento di alcune problematiche articolari viene applicato solo in caso di dolore locale, significa trascurare totalmente la funzionalità legata allo smorzamento ed alla ripartizione delle sollecitazioni.
E’ un lavoro di fine regolazione, non comune nel campo della fisioterapia e dell’osteopatia, perché formulato con finalità differente rispetto ai consueti trattamenti applicati in caso di dolore e guidati dalla necessità della sua eliminazione.