LE CAUSE DI INFORTUNIO MUSCOLARE

Nel calcio gli infortuni muscolari frequenti ricevono da tempo attenzioni e programmi di prevenzione particolareggiati. Ma è possibile individuare altre cause trascurate

In queste righe troverete un concetto nuovo che cercheremo di trasmettere con esempi semplici, per collocare un’esperienza differente nel tema infortuni muscolari e nella relativa analisi delle cause.

Tralasciamo volontariamente la lista dettagliata di tutte le cause possibili (patologie metaboliche e neurologiche, terreno di gioco, clima, ecc..) che incidono sugli infortuni muscolari. Appartengono ad elenchi che riportano per completezza, tutte le voci possibili, ma non spiegano nel dettaglio perché quel singolo, a differenza di altri, troppo spesso debba abbandonare il campo per un infortunio alla coscia o al polpaccio.

Infortuni muscolari frequenti e loro cause

Partiamo da una dato sicuro: l’atleta professionista è un individuo sano, monitorato al massimo per ogni funzione organica affinché possa ottenere la massima performance.  Per questo motivo nel cercare altre cause per gli infortuni muscolari ci concentreremo su quei parametri, quasi sempre asintomatici, che coinvolgono direttamente la “meccanica muscolo-scheletrica”. Sono direttamente o indirettamente legati alle principali voci riportate negli elenchi che richiamano le 10 cause di infortunio muscolare:

    1. “iperutilizzo”per compensazione dell’arto contro laterale;
    2. alterazioni della biomeccanica e sovraccarico relativo per qualche distretto;
    3. squilibri funzionali fra i muscoli flessori ed estensori;
    4. precedenti problemi del muscolo e del tendine

Il concetto spiegato in queste pagine si sviluppa partendo dalla presa in carico dei quattro indizi appena citati, nelle loro implicazioni biomeccaniche e biodinamiche, prima del fondamentale controllo neuromotorio oggetto di allenamenti particolareggiati.

In che modo intervengono nel generare infortuni muscolari?

Come si agisce su queste cause dal punto di vista terapeutico?

Quali sono i criteri dei trattamenti che un atleta riceve per intervenire sui punti 1 e 2?  Vanno alla radice del problema?

Solo con risposte esaurienti a tali quesiti potrà migliorare l’azione preventiva sugli infortuni muscolari indiretti.

In un atleta possiamo testare la forza, il coordinamento neuromotorio e quantificare con esami strumentali lo stato di un muscolo ed i suoi residui lesionali per precedenti problemi. Ma non è possibile far rientrare nel monitoraggio strumentale tutte le componenti meccaniche, insite in questi quattro punti, che generano perturbazioni di funzionamento e successivi problemi muscolari.

 Le linee guida e lo Staff Medico-Atletico

Per quale motivo durante gli allenamenti o la competizione, svolta in maniera simile dagli altri compagni di squadra, insorge il problema?
Se l’infortunio muscolare sopraggiunge a freddo, per mancato/inadeguato riscaldamento, è immediato fare un’ipotesi verosimile. Ma questo errore sovente accade nei dilettanti.

Ogni Staff ha normalmente le competenze per prendere in carico il recupero del muscolo che ha subito una contrattura, uno stiramento o uno strappo.
La materia medica e l’esperienza di coloro che e seguono quotidianamente questo recupero non sono in discussione, ma spesso non bastano. Per motivi ben determinati che possono essere spiegati.

La fisiologia prima degli infortuni muscolari

Nella programmazione neuromotoria le azioni muscolari vengono modulate per garantire la statica contro la forza di gravità, per il gesto atletico (correre, decelerare, stabilizzarsi) e per quello tecnico (calciare, ecc..). Occorre quindi una sinergia dal controllo raffinato per le azioni muscolari statiche e dinamiche, con forze sollecitanti sulla struttura scheletrica, anche in reazione alla forza di gravità.

Ogni muscolo o porzione dello stesso, è quindi richiamato a più azioni che coinvolgono le differenti fibre muscolari.

All’aumento dei carichi di lavoro e/o con il protrarsi dell’attività nel tempo, il sistema può andare incontro a qualche defaillance. La cronaca del calcio, nonché quella di altre discipline sportive meno raccontate, è spesso ricca anche di queste notizie.

Al comparire della lesione o della sofferenza, viene sistematicamente curato ciò che è il danno subito. Ma è possibile incidere sulle cause?

La strategia in risposta alle cause degli infortuni muscolari nella materia medica

In questi anni il fenomeno infortuni muscolari è stato oggetto di numerosi studi, ad esempio la FIFA ha effettuato una serie di valutazioni attraverso il Research Centre FIFA (F-MARC), per definire una strategia di prevenzione degli infortuni muscolari nel calcio.

Prevede un programma ampio che comprende  il miglioramento della forza, dell’equilibrio e della capacità di salto/atterraggio, per ottenere una riduzione degli infortuni e delle successive lesioni muscolari.

Nel 2015 anche il Barcelona F.C. ha pubblicato la “Muscle Injuries Clinical Guide 3.0”, un altro meticoloso studio che comprende epidemiologia, diagnosi, gestione e recupero degli infortuni muscolari.

In entrambi i casi si evince come le scelte siano mirate a creare una miglior risposta neuromotoria dell’atleta alle sollecitazioni.

Ma non si agisce sulle perturbazioni della meccanica articolare.

In estrema sintesi e per attuare la prevenzione, da una parte si interviene sul programma fisico-atletico della squadra, dall’altra sono ben definite le regole di gestione dell’infortunio muscolare, per recuperare la lesione.

Ma in mezzo è possibile collocare altro? Cosa può coniugare meglio il programma e gli esercizi per la prevenzione e la resa della terapia?

I principi attualmente utilizzati per il trattamento degli infortuni muscolari

Quando l’atleta è sul lettino per il ciclo di terapie, possiamo identificare alcune principi terapeutici comunemente impiegati.

Lo stretching e l’allungamento muscolare, che tutti riconosciamo essere una parte imprescindibile della buona preparazione atletica, conferisce una maggiore elasticità ai muscoli. Ma nelle modalità solitamente applicate non incide nel riequilibrare quei parametri che, per la loro natura, hanno sovente bisogno di un intervento asimmetrico ma mirato alla normalizzazione di rapporti articolari e tensioni mio-fasciali.  E’ sistematicamente applicato da ogni calciatore e da ogni atleta, ma non ha azione sufficiente nel prevenire gli infortuni muscolari.

Il massaggio, le mobilizzazioni e tutte le energie fisiche (tecar terapia, ultrasuoni, ecc..) sono utili per recuperare la sofferenza o lesione. Servono quindi alla vittima del problema (il muscolo..), ma non a trattare le reali componenti di un sistema che ha manifestato un infortunio muscolare teoricamente inaspettato.

Il ruolo della forza nella prevenzione degli infortuni muscolari

L’allenamento per la forza muscolare, fondamentale per la prestazione e per gestire le sollecitazioni, è una componente radicale per il fisico dell’atleta. Ma non basta per ottenere una efficace prevenzione degli infortuni muscolari frequenti.

Il fatto che gli infortuni muscolari insorgano anche su atleti al top della forma fisica, dovrebbe orientare le riflessioni.

La sintesi? Ampliare la ricerca delle cause

In tutti i programmi di prevenzione e trattamento degli infortuni muscolari, nonché nell’analisi delle cause, non viene considerato come sia possibile agire sulla meccanica muscolo-scheletrica per ripristinare la miglior soluzione nella ripartizione ed ammortizzazione delle sollecitazioni, che l’atleta imprime e subisce in ogni fase dell’attività.

Una lesione muscolare della coscia o del polpaccio deve essere trattata analizzando anche altre cause
Questo semplice schema vuole mettere in evidenza come la ricerca della miglior prevenzione debba essere attuata anche con un programma terapeutico specifico, prima dell'insorgenza degli infortuni: individuando alcuni indicatori presenti ma non decodificati dalle attuali linee guida in materia di prevenzione

L’assetto muscolo-scheletrico di ogni individuo presenta normalmente piccoli disequilibri che, in un tempo variabile, possono generare dolori e disturbi.

L’atleta d’elite, compreso il professionista del calcio, non è immune da questi disequilibri. Il quotidiano lavoro fisico comporta sollecitazioni che, molto prima che insorgano i comuni dolori muscolo-scheletrici tipici di ogni individuo, condizionano la risposta articolare e muscolare alla stessa attività.

Per questo motivo, per agire sulle cause e per aumentare l’efficacia della prevenzione infortuni muscolari, nella terapia e nel lavoro quotidiano devono essere inseriti esercizi ed accorgimenti personalizzati: formulati dopo specifica valutazione funzionale del singolo atleta.

Vedi video

Infortuni muscolari frequenti nel calcio: rinforzare il muscolo o le valutazioni..?

E’ in questo vuoto che compare l’anello debole del sistema: uno spazio non coperto dalle strategie dello Staff Sanitario ed Atletico, in grado di spiegare ampiamente il fenomeno degli infortuni muscolari indiretti e di determinate manifestazioni da overuse.

Non occorre stravolgere programmazione e linee guida, ma servirà ampliare l’analisi ed integrare delle conoscenze reali e di immediato riscontro.